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L’UPGRADE DEL PARCO DELL’ETNA

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L’ente Parco dell’Etna, tra dicembre 2024 e febbraio 2025, col patrocinio dell’Assessorato regionale Territorio ed Ambiente, della Fondazione Federico II e dell’Assemblea Regionale Siciliana, ha svolto i lavori del progetto MOUNTETNA, affidati all’organizzazione dell’ARCHEOCLUB d’Italia nazionale e con il supporto e il coordinamento della comunicazione di QTS PRIME.

I lavori hanno avuto un grande successo in termini di presenze e di pubblico qualificato, ed un notevole ritorno in termini di visibilità regionale e nazionale, e gli esiti dei lavori aprono allo scenario di un nuovo modo di intendere l’istituzione Ente Parco dell’ETNA, non più solo ente autorizzativo, paesaggistico, dei territorio etnei, ma organismo che si vuole proiettare in un nuovo modo di intendere la salvaguardia e la promozione ambientale, partendo proprio dalla sede dell’Ente, che diviene anche area museale (con la ristrutturazione e conversione dell’antico Palmento), area archeologica (con la valorizzazione dei primi insediamenti del monastero di San Nicolò) e percorso ambientale (con il sentiero del germoplasma).

Il progetto, infatti, attraverso il contributo di professionisti provenienti da tutta Europa, dalle Università di Madrid, Palermo, Barcellona, Smirne, Napoli e Catania con il contributo di cinque gruppi di progettazione etnei che hanno approfondito temi importanti come storia, arte, ambiente, diritto e tecnologia e degli ordini professionali di Architetti, Ingegneri e Geologi, ha voluto formalizzare una serie di idee e progetti di valorizzazione dei ruderi posti nell’area dell’Ente Parco, come modello esportabile di un nuovo modo di immaginare la valorizzazione dell’architettura etnea e dell’impiego della pietra lavica nelle costruzioni locali, attraverso una pubblicazione che aspira a diventare guida e modello esportabile di architettura e tecniche di costruzione delle aree etnea, partendo dalle millenarie esperienze presenti nell’area archeologica a ridosso del Convento di San Nicolò, a Nicolosi. Lavori che saranno diffusi in una apposita pubblicazione, il catalogo dei lavori.

Idea che in realtà il Commissario Straordinario, il dott. Giovanni Riggio, ha ritenuto di porre alla base di un progetto più ampio ed articolato che dovrebbe implementare radicalmente la mission dell’Istituzione Ente Parco dell’Etna, integrando la funzione autorizzativa con una lunga ed articolata serie di altre attività.

Durante i lavori del progetto MOUNTETNA, infatti, in più momenti, il Commissario Straordinario, intervenendo ai lavori, ha descritto come avrebbe voluto rimodernare, efficientare, funzionalizzare, il Parco dell’ETNA, in una logica di intervento meno burocratizzata e più improntata a logiche manageriali, in cui delle idee e dei progetti, condivisi con i comuni etnei, i Gruppi di Azione Locale, gli operatori economici del territorio, diventano fattore di sviluppo dell’area dell’ETNA.

Proprio in prossimità della fine dei lavori del Progetto MOUNTETNA il commissario straordinario sembrerebbe avere posto le basi per il cambiamento annunciato durante i lavori del progetto, adottando e pubblicando il provvedimento commissariale n. 19 del 21.02.2025.

Ne abbiamo recuperato copia sul sito istituzionale dell’Ente e valutato i contenuti, nell’intendo di comprendere questa svolta annunciata e adesso anche formalizzata.

Il provvedimento è ancora un atto di indirizzo e programmatorio, ma nelle intenzioni del Commissario Straordinario sembrerebbe porre le basi per dare all’Ente Parco dell’Etna autorevolezza e ruolo, ampliando le attività dell’Ente, che negli ultimi decenni si sono via via ridotte drasticamente, divenendo esclusivamente autorizzative.

Invero nei territori etnei l’Ente Parco dell’Etna viene ormai vissuto come un ostacolo all’antropolizzazione ed un freno allo sviluppo delle iniziative economiche ed imprenditoriali. Ciò non di meno, il provvedimento commissariale, sembrerebbe tracciare la via di un cambio di tendenza che, dalle informazioni da noi acquisiste, sembrerebbe trovare unanime apprezzamento, soprattutto da parte delle amministrazioni locali e degli operatori economici, che negli anni hanno vissuto l’Ente Parco dell’Etna come un ostacolo alla convivenza.

Volendo meglio approfondire i particolari del provvedimento, salta all’occhio l’intenzione del Commissario Straordinario di sburocratizzare le procedure, alleggerire i processi autorizzativi, creare sinergie tra enti ed istituzioni pubbliche per eliminare lungaggini e duplicazioni, e già questa prima intenzione, se portata a termine, sarebbe una rivoluzione copernicana. 

Ma invero molti altri sono gli obiettivi di medio e lungo periodo che, se portati a termine, potrebbero dare all’Ente Parco dell’Etna una nuova vesta ed una maggiore autorevolezza, facendo divenire l’istituzione, per la prima volta dalla sua nascita, un vero vettore di sviluppo, occupazione e servizi. Ma vediamoli meglio nel dettaglio :

  • istituire un ufficio di progettazione, di iniziative che potranno attingere a bandi e risorse regionali, nazionali e comunitarie, per il rilancio dell’Ente Parco dell’ETNA, e dei suoi territori, e per l’ampliamento delle proprie attività istituzionali, anche mediante convenzione con organismi terzi, dando luogo ad un parco progetti da presentare alle scadenze utili, così da dotarsi di un parco progetti adeguato e competitivo;
  • istituire un ufficio tecnico di gestione delle iniziative che annualmente sono finanziate, o che potranno essere finanziate a livello regionale, nazionale e comunitario, cosi da poter essere tempestivi nella esecuzione di iniziative e progetti che talvolta languono e per i quali in taluni casi si è quasi arrivato al definanziamento;
  • recuperare alla fruizione tutti gli immobili di proprietà dell’Ente Parco dislocati in vari punti del Parco, al di fuori della sede principale dell’Ente Parco dell’ETNA, per fini turistici, di svago, di studio e ricerca a fini biologici, geologici, faunistici e botanici, da gestire direttamente o più semplicemente per affidarli a terzi, per le medesime finalità, per metterli a reddito;
  • rendere fruibili tutto l’anno, o meglio nella maggior parte di tempo possibile, i principali sentieri del territorio dell’Ente Parco, istituendo uno o più  percorsi, con vari livelli di difficoltà, da poter percorrere a piedi, con biciclette o con mezzi elettrici, effettuando un lavoro di recupero e ripristino alla fruizione, con apposizione di segnaletica e sistemi di sorveglianza, cosi da avere un fruizione quanto più ampia dell’intero territorio, favorendo la destagionalizzazione del turismo e la fruizione dell’area dei paesi Etnei tutto l’anno o per buona parte di esso;
  • dotare il territorio del parco di un sistema di videosorveglianza, con telecamere, droni e quant’altro, per vigilare affinché il parco venga rispettato, la pulizia ed il decoro mantenuto, e vengano scongiurati comportamenti che potrebbero pregiudicare l’equilibrio fragile del contesto ambientale proprio dell’ecosistema Etna, della sua flora e della fauna, e del suo patrimonio biologico e geologico;
  • avviare, insieme ai comuni facenti parte dell’Ente Parco dell’Etna, un modello di fruizione del Monte Etna e delle sue bellezze e peculiarità, iniziando dalla viabilità corretta, dai sensi di marcia obbligatori, con entrata ed uscita definite e controllata (creando anelli di viabilità), dalla realizzazione di aree a parcheggio ed interscambio, promuovendo modalità di mobilità verso le aree a più alto impatto turistico rispettose dell’ambiente e che non diano luoghi a problemi, criticità, rischi, soprattutto alla luce delle peculiarità del territorio;
  • istituire un festival dell’Etna che partendo dalla sede dell’Ente Parco dell’ETNA, e dalla fruizione degli spazi antistanti il Monastero di San Nicolò, coinvolga tutti i paesi etnei e le relative location idonee (teatri, anfiteatri, giardini, spazi di aggregazione), con spettacoli musicali, balletti, prosa, lirica, presentazione di libri, dibattiti culturali, degustazione di prodotti enogastronomici e quant’altro (sul modello Dolomiti, Alpi, ect.). Un festival che possa favorire la destagionalizzazione del turismo e la fruizione dell’area dei paesi Etnei tutto l’anno o per buona parte di esso. Per questa azione è certamente necessario avvalersi di operatori specializzati con esperienza nel settore, capaci di immaginare progettare e realizzare il festival e le sue attività, attraverso un idoneo calendario, secondo un modello in uso presso i più importanti parchi Italiani ed Europei;
  • istituire una scuola di formazione, che si auspica possa ottenere il riconoscimento ed il finanziamento regionale, per manager/direttori/responsabili nella gestione di parchi e riserve, per guide naturalistiche, per guide turistiche, dell’area del Parco dell’ETNA, ma anche dei principali luoghi di rilevanza ambientale montana/boschiva regionali, da gestire direttamente e/o con l’ausilio di organismi specializzati in tale ambito;
  • attribuire al Parco dell’Etna il ruolo di vettore/promotore/incubatore di organismi, enti, aziende di qualità con sede nell’area del Parco dell’Etnea, mettendo a regime, a disposizione della aziende che hanno sede nel territorio del Parco, il marchio “Parco dell’Etna – Patrimonio dell’Unesco” a quelle realtà che vogliono accogliere nelle loro produzioni (di beni o servizi) uno standard di qualità elevato, di tipo ambientale e/o sulla sicurezza e/o responsabilità sociale, con attenzione alla inclusione sociale (fare lavorare disabili, immigrati, soggetti svantaggiati), che effettuano produzioni ecosostenibili, a cui assicurare una visibilità legata al Parco ed al Monte Etna, e la possibilità di poter, insieme al Parco, iniziare un percorso di promozione regionale, nazionale ed internazionale,  nell’ambito di varie mostre mercati promosse e finanziate dalla Regione Siciliana;
  • creare una utile e proficua sinergia tra l’Ente Parco dell’Etna ed i comuni, i cui territori sono parte del Parco, ma altresì con i due GAL di cui si è parte, al fine di immaginare iniziative ed azioni comuni che rilancino in maniera adeguata i territorio promuovendo il miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni residenti, lo sviluppo delle attività produttive e lavorative tradizionali, l’uso sociale e pubblico dei beni ambientali, favorendo le attività culturali e ricreative, nonché quelle turistiche e sportive compatibili con le esigenze prioritarie di tutela del Parco e delle sue peculiarità.

Il progetto è sicuramente ambizioso, e indubbiamente non di facile realizzazione, soprattutto alla luce del fatto che inevitabilmente ci saranno, da parte di chi non ha una propensione al cambiamento o una visione manageriale, delle resistenze. Ciò non di meno, se realizzato, come auspicato dal Commissario Straordinario, sarebbe un cambiamento epocale, con la creazione di innumerevoli opportunità di crescita e sviluppo, senza considerare le opportunità di occupazione e servizi, a tutto vantaggio dei territori etnei e dei nostri giovani.

Indubbiamente però per dare concretezza all’idea progetto serve una governance stabile, una gestione operativa lungimirante, una struttura burocratica disposta a mettersi in discussione ed in gioco, e la creazione delle giuste interazioni e sinergie con enti, istituzioni, società, operatori economici, capaci di fare rete e di collaborare per l’interesse ed il bene comune.

Indubbiamente il Commissario Straordinario ha posto le basi, ed il Comitato Esecutivo dell’Ente Parco dell’Etna apprezzato l’iniziativa. Adesso spetta alla politica locale, nazionale e regionale, mettere da parte contrapposizioni ed appartenenze e tentare, all’unisono, di dare all’Ente Parco dell’Etna il sostegno necessario e gli strumenti affinchè l’idea formalizzata possa concretizzarsi e la nuova mission dell’Ente passare da idea a iniziativa concreta, punto per punto.

Ormai gli Enti Parco regionali, cosi come originariamente immaginati, rischiano di essere obsoleti ed incapaci di raggiungere gli originari obiettivi di tutela e salvaguardia ambientale. Probabilmente il cambiamento auspicato dal Commissario Straordinario Giovanni Riggio potrebbe, se attuato, dare vita ad un nuovo modello di sviluppo basato sulle bellezze e peculiarità ambientali dei nostri territori, implementando la tutela ambientale pura con idee, progetti, iniziative, interazioni, collaborazioni, rispettose dell’ambiente ma aperte all’innovazione ed al cambiamento, già attuate sulle Dolomiti, sulle Alpi, e nei principali Parchi Nazionali ed Internazionali. Noi ci crediamo nella nuova via.

Vigileremo affinché tutto avvenga in maniera limpida e trasparente, come nostro costume, e non avremo remore a scrivere delle cose buone e di quelle meno buone nell’interesse esclusivo della collettività.

RASSEGNA STAMPA

I dati della comunicazione sono importanti per questo evento e per le ricadute sul piano della valorizzazione e della promozione del Mount Etna. Il lavoro sinergico ha permesso di raggiungere più di 118.000 visitatori solo con una sola piattaforma social, quasi 6.000 su altre come Instagram, face book, tic toc e X.

Numeri importanti che sono stati rimbalzati sui rispettivi profili social dai partecipanti rendendo l’impatto esponenziale. Tra testate che si sono interessati di questo evento segnaliamo TG 3, Rai 3 Leonardo, Corriere della Sera, Ansa Nazionale, Ansa regionale, Giornale di Sicilia, il Fatto Nisseno, QTSicilia, Video Star, Ciak Telesud, Gazzetta Rossazzurra e Corriere Etneo.

https://www.corriere.it/pianeta2030/25_febbraio_21/abitare-sull-etna-ma-solo-ruderi-pietra-ristrutturati-progetto-che-tutela-paesaggio-vulcano-cerca-tracce-archeologiche-7779f726-f03c-11ef-94b3-66f777d4d8a6.shtml  anche in versione cartacea.

https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/arte/2025/02/18/al-via-mount-etna-un-progetto-di-tutela-del-paesaggio_ab88f1b5-00cd-4002-8df4-f12829cfb3ef.html

https://www.ansa.it/sicilia/notizie/2025/02/18/al-via-mount-etna-un-progetto-di-tutela-del-paesaggio_c2776104-8931-4caf-abe5-94acf5d43eff.html

https://catania.gds.it/articoli/societa/2025/02/21/parte-in-sicilia-mount-etna-universita-al-lavoro-per-la-tutela-del-paesaggio-in-pietra-vulcanica-ca57c198-29ec-4336-86d0-82727eaa77ee/

https://www.ilfattonisseno.it/2025/02/mount-etna-al-via-a-un-progetto-di-ricerca-e-valorizzazione-del-paesaggio-etneo/?dp=1/

https://www.corrieretneo.it/2023/10/29/larcipelago-delletna-il-turismo-e-lo-strumento-per-rigenerare-i-luoghi/

https://www.corrieretneo.it/2024/12/15/etna-una-risorsa-da-riconfigurare-tutelare-e-abitare-sono-gli-obiettivi/

https://www.corrieretneo.it/2024/12/29/etna-un-laboratorio-di-architettura-per-il-vulcano-nuove-strategie-tra-innovazione-e-tradizione/

https://www.corrieretneo.it/2025/02/23/mount-etna-architettura-e-biodiversita-come-abitare-il-vulcano-chiude-la-tre-giorni-a-nicolosi/

https://www.qtsicilia.info/workshop-mount-etna-come-abitare-il-vulcano-chiude-oggi-a-nicolosi/

https://www.qtsicilia.info/mountetna-nota-stampa-dellente-parco/

https://www.qtsicilia.info/montetna-abitare-il-vulcano-memorie-tecniche-e-natura-sabato-28-1030-auditorium-parco-delletna-nota-stampa/

https://www.qtsicilia.info/parco-delletna-convegno-mountetna-la-nota-del-presidente-dellars-gaetano-galvagno/

https://www.qtsicilia.info/il-parco-delletna/

https://etnanews24.it/nicolosi-il-laboratorio-mount-etna-ripensa-labitare-sul-vulcano/

https://www.kappaelle.net/mount-etna-al-via-progetto-internazionale-per-i-paesaggi-vulcanici/

https://etnanews24.it/montetna-il-progetto-per-la-salvaguardia-dellarea-etnea/

https://www.msn.com/it-it/money/storie-principali/al-via-mount-etna-un-progetto-di-tutela-del-paesaggio/ar-AA1zh3Y4

https://x.com/Kappaellenet/status/1892650468427309060

https://www.grandtourworld.it/untitled-26/

https://www.instagram.com/ivanalaurasorge_architetto/p/DGLBxLjPNJ-/?img_index=1