Siamo alle solite. In Italia tra pseudo associazioni, ambienta-finte, sinistre, di comodo e alcuni movimenti tentano di bloccare ogni cosa. Anche per il caso dell’approvazione del Piano Regolatore del Porto di Catania, che anziché cercare di migliorare la fruizione di quello che ormai è una struttura avulsa e quasi inutile per la città, per l’attrazione turistica 3.0 rimane immobile e superata nel tempo, non guarda alle potenzialità future. Il porto dovrà migliorare la sua funzione per la città. Iniziare a pensare in grande è un obbligo, ma qui si parla di un’attività propedeutica, quello che succederà dopo è altra cosa, che verrà affrontata nel momento in cui si parlerà degli step successivi. Fare oggi il processo alle intenzioni non è buona amministrazione.
Leggiamo il comunicato che il centro-destra ci ha recapitato, nel quale manca, solo, la firma del MPA, chissà perché, o per ovvie ragioni… da chiedere anche ai Della Valle (Tod’s)? Certo che col nuovo piano regolatore non avrebbe più una corsia preferenziale per realizzare i propri interessi, ma verrebbe messa a confronto con altri, in trasparenza. A pensar male si fa peccato ma…
Comunicato Stampa:
«Denunciamo con fermezza il clima di intimidazione alimentato da alcuni comitati, associazioni e organizzazioni politiche. Negli ultimi giorni, dichiarazioni pubbliche e articoli di stampa hanno generato pressioni che esulano dal normale dibattito democratico. Minacce di esposti, diffide e azioni legali rivolte ai consiglieri comunali rappresentano un tentativo inaccettabile di condizionare l’esercizio libero e autonomo delle nostre funzioni, delegittimando chi è stato scelto dai cittadini per decidere nell’interesse della collettività.
Nel rispetto delle prerogative istituzionali del Consiglio Comunale, ribadiamo che ogni consigliere deve poter esprimere il proprio voto in completa serenità, senza subire minacce o indebite pressioni. È profondamente antidemocratico e lesivo della libertà istituzionale tentare di influenzare un organo elettivo attraverso moniti perentori e annunci di azioni giudiziarie indirizzati a singoli consiglieri in relazione alle loro scelte.
Il confronto politico e la dialettica costruttiva sono fondamentali per il funzionamento della democrazia, ma devono svolgersi nel rispetto delle regole e delle istituzioni. Strumentalizzare il dibattito pubblico per delegittimare il Consiglio Comunale significa minare il cuore stesso della rappresentanza democratica.
Per questo motivo, denunciamo ogni tentativo di pressione esterna volto a compromettere il libero esercizio del voto e il ruolo del Consiglio Comunale come massimo organo rappresentativo della città. Il nostro impegno resta quello di operare con indipendenza e responsabilità nell’esclusivo interesse di Catania e dei suoi cittadini.
In considerazione della gravità e della natura lesiva delle affermazioni diffuse, ci riserviamo ogni diritto di tutelare integralmente le nostre prerogative istituzionali, valutando l’adozione di ogni opportuna azione legale .
Invitiamo chiunque intenda contribuire al dibattito pubblico a farlo nel rispetto delle istituzioni e di chi le rappresenta, evitando intimidazioni e delegittimazioni che alterano il confronto democratico.
Firmato
Daniele Bottino (Fratelli d’Italia)
Piermaria Capuana (Forza Italia)
Maurizio Zarbo (Prima l’Italia)
Alessio Trovato (Trantino Sindaco)»
