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COME INCIDE LA POLITICA ESTERA SUL CITTADINO

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La politica estera del governo guidato da Giorgia Meloni ha un impatto significativo sull’Italia, influenzando le sue relazioni internazionali, la posizione nell’Unione Europea, le dinamiche economiche globali e la vita stessa del cittadino, anche se questo a volte non se ne accorge. Solo quando arrivano le bollette raddoppiate.

Il governo ha cercato di mantenere un equilibrio tra le tradizionali alleanze europee e transatlantiche e le nuove sfide geopolitiche. Un tema che per molti  cittadini può sembrare lontano, ma che invece inevitabilmente nel mondo globale incide fortemente sulla quotidianità degli italiani.

Giorgia Meloni ha affrontato la complessa relazione tra l’Italia, l’Unione Europea e gli Stati Uniti. Pur avendo una vicinanza ideologica con il presidente statunitense Donald Trump, ha sottolineato l’importanza dell’unità occidentale e della cooperazione all’interno della NATO. Ha partecipato a incontri d’emergenza dell’UE, ma la sua apparente riluttanza è stata interpretata da alcuni come un tentativo di isolare l’Italia all’interno dell’Unione, ma invece proprio in questo campo ha rilanciato il prestigio della nazione tra gli interlocutori.

In merito al conflitto in Ucraina che ha inciso e non poco sull’economia familiare degli italiani, Meloni ha sostenuto gli sforzi per un cessate il fuoco, appoggiando l’iniziativa di Trump per una tregua di 30 giorni come passo verso una pace duratura. Ha inoltre proposto l’estensione dell’articolo 5 della NATO all’Ucraina per fornire garanzie di sicurezza senza concedere una piena adesione, con l’obiettivo di proteggere il paese e testare le intenzioni del Cremlino.

Di fronte, poi, alle tensioni commerciali con gli Stati Uniti, Meloni ha avvertito l’UE sui rischi di una guerra tariffaria, sottolineando che potrebbe portare a inflazione e stagnazione economica. Ha chiesto negoziati urgenti con l’amministrazione statunitense per evitare tali conflitti. Inoltre, ha espresso scetticismo riguardo a strategie di difesa europee indipendenti, ribadendo l’importanza del sostegno statunitense, specialmente nel contesto del conflitto in Ucraina.

Sul fronte dell’immigrazione, Meloni ha implementato una strategia volta a contrastare l’immigrazione illegale, collaborando con nazioni africane come Tunisia, Libia ed Egitto per esternalizzare il controllo delle frontiere europee. Queste misure hanno portato a una significativa riduzione degli arrivi di migranti in Italia, ma hanno sollevato preoccupazioni riguardo ai diritti umani e alla sostenibilità a lungo termine di tali accordi. 

Sfide interne alla coalizione di governo. All’interno della coalizione di governo, la politica estera ha generato divisioni. Ad esempio, la telefonata del vicepremier Matteo Salvini al vicepresidente statunitense JD Vance ha suscitato tensioni, portando il ministro degli Esteri Antonio Tajani a ribadire che la politica estera è prerogativa del Presidente del Consiglio e del ministro degli Esteri.

In sintesi, la politica estera del governo Meloni cerca di bilanciare le tradizionali alleanze dell’Italia con le nuove sfide geopolitiche, affrontando questioni complesse come le relazioni transatlantiche, i conflitti internazionali, le politiche commerciali e la gestione dell’immigrazione, mentre naviga le dinamiche interne alla coalizione di governo.