Hanno caturato l’attenzione delle persone? Direi di si. Ma solo per la novità della non novità. Cos’è Grande Sicilia? Un tentativo “tardo-rinascimentale”, come lo definisce qualcuno, incomprensibile, per l’assenza di novità che porta nell’agone politico, e che l’unica cosa che conta, per loro, è l’autoconservazione del jurassic park.
Una somma algebrica che non aggiunge nulla né in termini di qualità, né in quantità rispetto a ciò che c’era prima. Glande Sicilia lo definiremmo, omen nomen, nel senso che questa appare più come una “cappellata politica” che altro. Solo ammuina direbbero a Napoli, un annacamento come inizio e fine del progetto.
Serve solo ai tre tenori, ormai stonati anch’essi, per cercare di emettere l’ultimo acuto, se ci riuscissero ancora, ma il do di petto non c’è più. L’obiettivo? Occupare più spazi, non altro.
Ma questo non serve ad disincentivare il non voto, anzi. Non serve a recuperare quella fiducia di quel 55% che non va più a votare, che se volesse, potrebbe ribaltare tutte le strategie, per la verità bislacche, che questa maggioranza, che questo centrodestra mette in campo. Non serve questo per recuperare la credibilità del non-voto.
Si salvano solo un paio tra i personaggi che oggi sono in pista, il resto meglio gettarlo via. Anche perché non passa giorno che qualche scandaloso episodio, gossip o quant’altro, non viene fuori.
Riportiamo una esternazione non nostra: “La casta non va d’accordo -scrive Alberto Paternò- nemmeno con se stessa, talvolta si sbrana con ingordigia, si azzoppa, si ferisce coi franchi tiratori. Ma c’è sempre un punto di caduta […] i cittadini non le vanno più dietro, solo la casta può provvedere a se stessa. E’ una tesi che trova la propria rappresentazione plastica nelle province natìe. I cittadini non voteranno, ma loro s’ammazzano di lavoro e di vertici per cercare di trovare un candidato unitario, anche se l’impresa sembra impossibile, quasi titanica”.
Però c’è da dire anche, che l’opposizione di sinistra sta ancora peggio, anzi non è ancora pervenuta. E qui invochiamo l’intervento di Fabrizio Corbero principe di Salina.